Chiara di Assisi "Tra Silenzio e Memoria"

CHIARA DI ASSISI: TRA SILENZIO E MEMORIA

Chiara di Assisi può essere definita una donna "tra silenzio e memoria" per molte ragioni.La fonte più importante per conoscere Chiara d'Assisi,è la Legenda sanctae Clarae Virginis,scritta per ordine del papa in occasione della sua canonozzazione.Chiara ha scelto di vivere tutta la sua vita raccolta in un silenzio monastico.Ma silenzio e memoria sono anche i tratti estremi della situazione delle fonti che si riferiscono alla donna di Assisi.Le testimonianze da un lato narrano e dall'altro tacciono.Ogni tentativo di ricostruzione storica del profilo si gioca inevitabilmente tra questi due estremi.Il silenzio e la memoria infine sono anche le due caratteristiche del "luogo" di San Damiano",dove Chiara ha scelto di vivere,in compagnia di qualche decina di compagne,per oltre quarant'anni della sua vita.Certamente spazio di silenzio,date le sue caratteristiche di claustrum monastico,San Damiano è divenuto il luogo della memoria e Chiara,accorta custode della memoria francescana.







Pace e Bene







VIII° Centenario dell'Ordine Clariano 17Aprile 2011-11Agosto 2012

Carissimi Fratelli in spirito di comunione vogliamo condividere con voi una grande Gioia In questo anno,cammineremo con la Madre S.Chiara,nostra Fondatrice"piccola pianticella"del Padre Francesco,per conoscere le sue virtù e la sua Santità.Ottocento anni fa,il 28 Marzo 1211(Domenica delle Palme)in una notte stellata,Chiara una giovane nobile di Assisi fuggi dalla casa paterna per raggiungere di nascosto la piccola Chiesa della Porziuncola(Assisi),dove dimorava Francesco con i suoi frati,con il desiderio di seguire il suo ideale evangelico.Qui,l'attendeva Francesco con i suoi frati per accoglierla e praticare il Vangelo insegnato da Gesù.Con la tonsura dei capelli,iniziò una vita di penitenza e di consacrazione,allora insolita e originale.L'inizio della conversione di Chiara di Assisi,per le fonti che possediamo,è tutta raccolta attorno aquesto episodio.Il tempo penitenziale della giovane assisana proseguirà prima presso il Monastero delle Benedettine di S.Paolo delle Abbadesse e presso la Chiesa di S.Angelo di Panzo,infine terminerà il suo breve tragitto presso la chiesa di S.Damiano di Assisi.Chiara fu raggiunta prima dalla sorella Beatrice,poi dalla mamma Ortolana e da tante ragazze della nobiltà e della buona borghesia dando inizio all'Ordine delle "Povere Dame Di S.Damiano" dove vissero immerse nella preghiera totale per sè e per gli altri.L'originalità dell'intuizione evangelica di S.Chiara è nota,colpisce tra le altre cose che sia stata la prima donna medievale a redigere una regola femminile.Si tratta perciò di un Ordine Religioso di straordinaria importanza per la Vita della Chiesa e del mondo.Questo è l'inizio del nostro Ordine e noi vogliamo celebrarlo con voi,ricordare il passato con unrendimento di grazie,vivere il presente con gioia e proiettarci con fiducia verso il futuro tenendo saldo il carisma specifico delle nostre origini:Il Santo Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo,che è l'unica via per raggiungere la perfezione cristiana.Ci sia di guida in questo cammino laVergine Maria,Regina dell'Ordine Serafico. In unione di preghiera La Madre Sr, Massimiliana e Sorelle Clarisse-Trani

domenica 26 febbraio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima 2012

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)
Fratelli e sorelle,
la Quaresima ci offre ancora una volta l´opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l´aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. E´ un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale.
Quest’anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (10,24). E’ una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l´accesso a Dio. Il frutto dell´accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore «con cuore sincero nella pienezza della fede» (v. 22), di mantenere salda «la professione della nostra speranza» (v. 23) nell´attenzione costante ad esercitare insieme ai fratelli «la carità e le opere buone» (v. 24). Si afferma pure che per sostenere questa condotta evangelica è importante partecipare agli incontri liturgici e di preghiera della comunità, guardando alla meta escatologica: la comunione piena in Dio (v. 25). Mi soffermo sul versetto 24, che, in poche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre aspetti della vita cristiana: l´attenzione all´altro, la reciprocità e la santità personale. (...)

 Fonte:Radio Vaticana

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